
Un paio di settimane fa, la Gazzetta dello Sport ha pubblicato
un' intervista ad
Andre Agassi che con la vittoria di Parigi del 1999, riuscì, come Federer quest’anno, nell’impresa di vincere tutti e quattro i Tornei del “Grande Slam”.
In Finale Agassi fu protagonista di una memorabile rimonta contro il russo Medvedev:
…ero sotto due set e palla break contro, ma entrai nella “Zone” e lì la palla è grande e tutto è perfetto!!
Che cosa è la “Zone” di cui parla Agassi??
La “Zone” definita anche in modi diversi (“Flow”, “Stato di attivazione/flusso ottimale”,“stato di grazia”, ecc…) è una particolare condizione psicofisica di massima positività e di coinvolgimento che un atleta “vive” e “sente” durante una competizione e attraverso questo “momento magico” riesce ad esprimersi al massimo delle sue potenzialità.
Tutto sembra fluire
con naturalezza, spontaneità e padronanza dei movimenti.
Il coinvolgimento nella prestazione è totale…sensazioni di calma e di benessere,….di potenza e di sicurezza avvolgono l’atleta che riesce ad eseguire la sua “performance” in maniera eccellente.
Un'altra bella definizione di “Flow” che ho trovato in Rete è quella inserita da Francesco
nel suo Blog subito dopo il successo di Soderling su Nadal nello scorso torneo di Parigi.
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