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	<title>Commenti a: Ascoltando Toni NADAL e Riccardo PIATTI</title>
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	<description>Un luogo dove si parla di Bambini, Tennis e Sport in Giovane Età, Ragazzi e Sport Agonistico, Allenamento alla Competizione e Preparazione Mentale, Esperienze Professionali e Personali legate allo Sport.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 26 Mar 2016 21:42:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: gianni</title>
		<link>https://www.gianniberni.it/bambini-e-sport/ascoltando-toni-nadal-e-riccardo-piatti/#comment-45</link>
		<dc:creator><![CDATA[gianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 15:31:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://gianniberni..com/?p=263#comment-45</guid>
		<description><![CDATA[Grazie Manuela della tua testimonianza…avendo 3 bambini che giocano…sicuramente di esperienze ne avrai fatte!!

Proprio su “Tennis Italiano” di Aprile, Riccardo Piatti, nella sua rubrica, parla dell’argomento che tiri fuori tu e cioè del fatto che nei circoli spesso si guarda esclusivamente o ad obiettivi di risultato o a cercare di fare grossi numeri in fatto di “reclutamento” di bambini in quanto i costi di  noi maestri, sono piuttosto alti.
A tutto questo si dovrebbe sostituire o aggiungere, continua Piatti, lo scopo principale della questione e cioè &lt;strong&gt;l’insegnare a “giocare bene e presto” ai bambini in modo che siano il prima possibile autonomi  x giocare x conto loro o con i loro amici…&lt;/strong&gt;

&lt;strong&gt;Se ragiono come genitore&lt;/strong&gt;, questa premessa è molto importante in quanto è vero che noi maestri dovremmo in moltissimi casi, essere più professionali e “prenderci cura” dei ragazzi, ma credo che lo spirito di iniziativa e di collaborazione da parte delle famiglie e dei ragazzi stessi, ...possa poi fare la differenza.
Con questo intendo dire non di sostituirsi agli istruttori, ma “compensare” autonomamente ciò che per molteplici ragioni, noi maestri... non possiamo o non vogliamo fare.
Non posso certo aspettare che sia il “sistema” a cambiare, …non so quanto tempo sarà necessario e soprattutto se questo cambierà.…

Esempio: se voglio che mio figlio migliori il servizio posso, se sono in grado, tranquillamente giocarci assieme facendo servire solo lui…
oppure posso aiutarlo a prenotare un campo dove possa dedicare gran parte del tempo solo al servizio… ed aggiungo io alla risposta, visto che nel tennis moderno sono tutti e due dei colpi sempre più decisivi e che fanno la differenza
In alternativa posso trovare un altro maestro che periodicamente …per esempio nei fine settimana…lo fa esercitare per un certo periodo di tempo ….un mese, due mesi… quello che serve, sul servizio…e così via...
Cercare cioè di uscire  dalla &quot;logica&quot; preconfezionata che solo nella Scuola Tennis si possa imparare e migliorare...

&lt;strong&gt;Ragionando da maestro&lt;/strong&gt;, personalmente preferisco senz&#039;altro ragazzi motivati anche se al momento &quot;meno o non&quot; vincenti,…ma è questione di punti di vista e di obiettivi: attualmente lavoro in maniera autonoma e “svincolata” dai circoli, ma quando si è nei club spesso, per “forza maggiore”, si è costretti a lavorare anche in altre direzioni…]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Manuela della tua testimonianza…avendo 3 bambini che giocano…sicuramente di esperienze ne avrai fatte!!</p>
<p>Proprio su “Tennis Italiano” di Aprile, Riccardo Piatti, nella sua rubrica, parla dell’argomento che tiri fuori tu e cioè del fatto che nei circoli spesso si guarda esclusivamente o ad obiettivi di risultato o a cercare di fare grossi numeri in fatto di “reclutamento” di bambini in quanto i costi di  noi maestri, sono piuttosto alti.<br />
A tutto questo si dovrebbe sostituire o aggiungere, continua Piatti, lo scopo principale della questione e cioè <strong>l’insegnare a “giocare bene e presto” ai bambini in modo che siano il prima possibile autonomi  x giocare x conto loro o con i loro amici…</strong></p>
<p><strong>Se ragiono come genitore</strong>, questa premessa è molto importante in quanto è vero che noi maestri dovremmo in moltissimi casi, essere più professionali e “prenderci cura” dei ragazzi, ma credo che lo spirito di iniziativa e di collaborazione da parte delle famiglie e dei ragazzi stessi, &#8230;possa poi fare la differenza.<br />
Con questo intendo dire non di sostituirsi agli istruttori, ma “compensare” autonomamente ciò che per molteplici ragioni, noi maestri&#8230; non possiamo o non vogliamo fare.<br />
Non posso certo aspettare che sia il “sistema” a cambiare, …non so quanto tempo sarà necessario e soprattutto se questo cambierà.…</p>
<p>Esempio: se voglio che mio figlio migliori il servizio posso, se sono in grado, tranquillamente giocarci assieme facendo servire solo lui…<br />
oppure posso aiutarlo a prenotare un campo dove possa dedicare gran parte del tempo solo al servizio… ed aggiungo io alla risposta, visto che nel tennis moderno sono tutti e due dei colpi sempre più decisivi e che fanno la differenza<br />
In alternativa posso trovare un altro maestro che periodicamente …per esempio nei fine settimana…lo fa esercitare per un certo periodo di tempo ….un mese, due mesi… quello che serve, sul servizio…e così via&#8230;<br />
Cercare cioè di uscire  dalla &#8220;logica&#8221; preconfezionata che solo nella Scuola Tennis si possa imparare e migliorare&#8230;</p>
<p><strong>Ragionando da maestro</strong>, personalmente preferisco senz&#8217;altro ragazzi motivati anche se al momento &#8220;meno o non&#8221; vincenti,…ma è questione di punti di vista e di obiettivi: attualmente lavoro in maniera autonoma e “svincolata” dai circoli, ma quando si è nei club spesso, per “forza maggiore”, si è costretti a lavorare anche in altre direzioni…</p>
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		<title>Di: manuela</title>
		<link>https://www.gianniberni.it/bambini-e-sport/ascoltando-toni-nadal-e-riccardo-piatti/#comment-44</link>
		<dc:creator><![CDATA[manuela]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 11:17:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://gianniberni..com/?p=263#comment-44</guid>
		<description><![CDATA[sono una mamma con tre figli di 14 12 e 10 anni che giocano a tennis e sinceramente condivido sia ciò che dice tony nadal sia ciò che dice piatti, il problema però è che in italia maestri di tennis che si preoccupano della crescita tecnico-fisica dei ragazzi a discapito dei risultati non esistono! mio figlio più grande è un ragazzo appassionato di tennis in modo tale che se potesse stare sul campo ad impare tecnica per 6 ore al giorno lo farebbe e non si tira mai indietro di fronte a più sedute di atletica, il problema però è che i maestri per lo più non hanno un programma annuale o mensile o settimanale degli obiettivi da raggiungere, non riescono neanche a farti una programmazione dei tornei da fare! mia figlia (10 anni) è una tra le più bravine della sua età eppure sono due anni che pur chiedendo ai maestri di insistere sulla tecnica del servizio non vedo risultati perchè il tempo dedicato a questo colpo è assolutamente saltuario. Insomma il tennis italiano a mio avviso va male perchè i maestri si affidano a quei ragazzini che sono portati e vincono facilmente da piccoli, ma che crescendo si ritrovano con lacune incolmabili visto la poca professionalità di chi insegna. l&#039;unica soluzione è, potendo, portare i figli fuori dalla realtà italiana, anche in spagna dove ci sono tanti giocatori forti perche viene premiato il lavoro costante e organizzato anche su ragazzi che inizialmente non vincono, ma che hanno voglia di lavorare!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono una mamma con tre figli di 14 12 e 10 anni che giocano a tennis e sinceramente condivido sia ciò che dice tony nadal sia ciò che dice piatti, il problema però è che in italia maestri di tennis che si preoccupano della crescita tecnico-fisica dei ragazzi a discapito dei risultati non esistono! mio figlio più grande è un ragazzo appassionato di tennis in modo tale che se potesse stare sul campo ad impare tecnica per 6 ore al giorno lo farebbe e non si tira mai indietro di fronte a più sedute di atletica, il problema però è che i maestri per lo più non hanno un programma annuale o mensile o settimanale degli obiettivi da raggiungere, non riescono neanche a farti una programmazione dei tornei da fare! mia figlia (10 anni) è una tra le più bravine della sua età eppure sono due anni che pur chiedendo ai maestri di insistere sulla tecnica del servizio non vedo risultati perchè il tempo dedicato a questo colpo è assolutamente saltuario. Insomma il tennis italiano a mio avviso va male perchè i maestri si affidano a quei ragazzini che sono portati e vincono facilmente da piccoli, ma che crescendo si ritrovano con lacune incolmabili visto la poca professionalità di chi insegna. l&#8217;unica soluzione è, potendo, portare i figli fuori dalla realtà italiana, anche in spagna dove ci sono tanti giocatori forti perche viene premiato il lavoro costante e organizzato anche su ragazzi che inizialmente non vincono, ma che hanno voglia di lavorare!</p>
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